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Santuario dei Cetacei

SANTUARIO PELAGOS

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Il Santuario è una zona marina che nasce da un accordo tra l’Italia, il Principato di Monaco e la Francia per la protezione dei mammiferi marini che lo frequentano.

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L’idea della creazione di un Santuario dei cetacei nel Mediterraneo, nacque in seguito a numerosi studi svolti, che dimostrarono la considerevole ricchezza di vita pelagica in questa porzione di mare. Il tratto di mare compreso tra Liguria, Provenza e Sardegna settentrionale è interessato della straordinaria presenza nei mesi estivi di cetacei di tutte le specie regolari del Mediterraneo, dovuta all’elevata quantità di sostanze nutritive che risalgono dai fondali grazie a caratteristiche oceanografiche già note connesse al particolare regime di correnti di risalita denominate “upwelling” che innescano catene trofiche di rilevante abbondanza e diversità, creando le condizioni ideali per l’alimentazione dei cetacei.

In questa zona sono presenti: balenottere comuni (Balaenoptera physalus) e stenelle (Stenella coeruleoalba), la cui presenza, maggioritaria tra tutte le specie di cetacei presenti nell’area è stimata, rispettivamente, in circa 2000 e circa 25.000 esemplari geneticamente distinti dalle conspecifiche dell’Atlantico orientale e quindi probabilmente isolate e stanziali del mar Mediterraneo; capodogli (Physeter catodon), globicefali (Globicephala melas), grampi (Grampus griseus), tursiopi (Tursiops truncatus), zifi (Ziphius cavirostris), delfini comuni (Delphinus delphis).

Nell’area individuata, di circa 96.000 km² compresa tra la penisola di Giens, in Francia, la costa settentrionale della Sardegna e la costa continentale italiana fino al confine tosco-laziale, nel rispetto delle legislazioni nazionali, comunitarie ed internazionali, i tre Paesi firmatari si impegnano a tutelare i mammiferi marini di ogni specie e i loro habitat, proteggendoli dagli impatti negativi diretti o indiretti delle attività umane.

Scarica da qui i riferimenti normativi:

Rif_normativi_n_55 delibera_santuario_pelagos_PDF (delibera Comune di Spotorno sulla adesione alla Carta Pelagos)

Rif_normativi_Legge n.391 11 ottobre 2001, Ratifica IT Accordo Santuario Pelagos (legge su accordo internazionale)

Carta_pelagos_riassunto_Accordo Santuario Pelagos (sintesi dell’accordo)

Scarica il testo integrale dell’accordo Pelagos:

Accordo Pelagos IT

Accord Pelagos version FR

carta_pelagos_raccomandazioni (sull’utilizzo del brand Pelagos)

Link utili e di approfondimento:

Sito internet:

http://www.sanctuaire-pelagos.org/It/

Lingue: italiano francese e inglese

 

Facebook: https://www.facebook.com/sanctuairepelagos

Lingue: francese, italiano, inglese

 

Pagina dedicata all’Accordo Pelagos sul sito internet del Ministero dell’Ambiente:

http://www.minambiente.it/pagina/santuario-dei-cetacei

 

Pagina dedicata alla carta di Partenariato sul sito internet del Ministero dell’Ambiente:

http://www.minambiente.it/pagina/carta-di-partenariato-tra-comuni-rivieraschi-del-santuario-ed-autorita-nazionale-la-parte

Il Re del Mare e altre storie:

https://www.youtube.com/watch?v=JZ4R64w0lr0

Lingue: italiano

 

Santuario Pelagos per i mammiferi marini: https://www.youtube.com/watch?v=9XXsuY2h4Tk

Lingue: francese con sottotitoli in italiano (versione con sottotitoli in inglese in corso).

Mappe

 

Mappa dei comuni firmatari in Italia:

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/santuario_pelagos_mappa_comuni_partner_19022015.pdf

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Santuario Pelagos: il Comune di Spotorno rinnova il suo impegno nel giorno della sottoscrizione di altri 16 Comuni alla carta di partenariato.”

Genova, Giovedì 17 Novembre 2016”.

Presso l’Acquario di Genova i sindaci di 16 comuni liguri e toscani hanno firmato la Carta di Partenariato Pelagos, aggiungendosi agli altri 57 – Comune di Spotorno incluso – che avevano già aderito negli anni scorsi: sosterranno attivamente le misure di protezione dei mammiferi marini nell’area del Santuario, che si estende per 87.500 km quadrati nel Tirreno settentrionale.

La giornata è stata aperta dalla relazione di Claudia Gili che, quale direttore scientifico e dei servizi veterinari di Costa Edutainment, ha sottolineato l’impegno dell’Acquario di Genova e della Fondazione Acquario di Genova nella tutela di questi animali in ambiente naturale. A seguire l’intervento di Stefano Lenzi, responsabile dell’ufficio relazioni istituzionali del WWF, il quale ha ricordato come per il rilancio del Santuario Pelagos sia indispensabile una governance estesa, che coinvolga in primis i Comuni e le Aree marine protette, e di un nuovo piano di gestione con obiettivi operativi stringenti per un’efficace conservazione dei cetacei (portando l’area del Mediterraneo sotto tutela al 7% (rispetto all’attuale 3%).

Esprimo soddisfazione per l’adesione di tanti Comuni Costieri agli impegni previsti dalla Carta – dichiara Gian Luca Giudice per conto del Comune di Spotorno, con delega all’Ambiente -. La scelta compiuta da tutte le Amministrazioni comunali del nostro litorale dimostra una sensibilità ambientale che dovrà tradursi in adeguati comportamenti, per contribuire, pur nei limiti delle competenze locali, alla salvaguardia di un patrimonio naturale che rappresenta motivo di qualità dei nostri territori e del Mediterraneo intero. L’accordo lega l’Italia alla Francia e al Principato di Monaco ponendo in evidenza l’unità indissolubile del nostro mare. Il nostro Comune di Spotorno ha aderito alla carta Pelagos già dal 2014 e ha avviato, nell’ottica della divulgazione, una campagna informativa sul Santuario Pelagos in collaborazione con la fondazione CIMA (in particolare con interventi di Massimiliano Rosso). Sono inoltre esposti dei pannelli informativi permanenti sui cetacei lungo la passeggiata di Spotorno e sono programmati approfondimenti didattici con le scuole del territorio e la diffusione, per la prossima stagione balneare, di una brochure informativa con linee guida sui cetacei rivolta agli operatori del mare (diving e bagnini di salvataggio).

Ricordo infine che il Santuario Pelagos è stato istituito per proteggere i mammiferi marini dalle minacce generate dalle attività umane. Non si tratta di vietare le attività umane, quanto di renderle compatibili con la presenza di specie importanti. Il Santuario nasce dall’accordo tra tre Paesi: Francia, Italia e Principato di Monaco. Ciascun paese opera in funzione dei propri mezzi, mentre il Segretariato Permanente con sede a Monaco, coordina l’insieme delle azioni.”

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